Internet, privacy e Personal Computer!

image post

Nell’ultima settimana mi sono capitate sott’occhio un po’ di cose che mi hanno fatto riflettere su come Internet stia cambiando radicalmente il concetto di Personal Computer e la nostra privacy.

La prima riflessione, maturata già da molto tempo, è che negli ultimi dieci anni Internet è cambiata moltissimo, o meglio è cambiato il modo in cui gli utenti la utilizzano. Prima la gente utilizzava Internet perché garantiva l’anonimato, mentre oggi, colpevole Facebook e i social network in generale, la gente la utilizza in totale sovra-esposizione della propria persona. Così capita che persone molto riservate abbiano oggi un account Facebook, con impostazioni di default, dove si possono vedere messaggi, foto, e molto altro. Intendiamoci, io preferisco di gran lunga come è ora a come era prima, ma bisogna stare molto attenti, perché, ad esempio, le nostro foto, sono visibili da molte persone oltre a noi. Per le foto che carichiamo noi è semplice, possiamo impostare il livello di privacy che vogliamo (anche se come ha spiegato Attivissimo, privacy fino ad un certo punto), ma per le foto in cui ci taggano gli altri no, non abbiamo il controllo del livello di privacy, ce l’ha l’utente (nostro amico) che ha caricato la foto.

Poi proprio leggendo i commenti all’articolo di attivissimo, ho letto che anche Flickr utilizza la tecnica del “Security through Obscurity“, ovvero rendere qualcosa sicuro tramite la difficoltà che sia accessibile “a caso”. Allora mi son messo a cercare un po’ su FriendFeed (in cui è possibile sparare i link alle foto quando si aggiorna/aggiunge un album), e dopo un po’ di tempo alla ricerca di foto “vecchie”, ho finalmente trovato un utente che aveva nella sua timeline delle foto che, però, non sono (non dovrebbero essere) visibili ad altri utenti.

Ricollegandomi al post scritto da Giadascript (“Social Network e identità: privato e pubblico“) ho quindi analizzato e corretto il mio flusso di aggiornamento sui vari social network. In pratica ho il blog, anobii e altri social network che vanno ad aggiornare il mio account Twitter (diciamo livello 1 – pubblico). Poi Twitter viene sparato in contemporanea sia su FriendFeed che su Facebook. FriendFeed raccoglie altri feed, tipo Flickr, ed è quindi meno pubblico, ma sempre accessibile (livello 2 – protetto). Infine Facebook contiene, oltre agli status, le foto e i video, di cui io imposto con cura la visibilità, ad esempio le foto di una festa sono visibili solo agli utenti Facebook/amici che vi partecipavano (livello 3 – privato). In tutto questo flusso ci sono un paio di informazioni “doppione”. Ad esempio quando aggiorno il blog, un servizio in automatico fa un tweet, che finisce su Facebook, però ho configurato anche NetworkedBlog che, sempre su Facebook, segnala il post in automatico. Vorrei eliminare questi doppioni, però alla fine ci può anche stare (ci sono utenti, ad esempio, su FriendFeed che hanno i messaggi ripetuti anche tre volte).

L’ultima mia considerazione riguarda un’idea che mi è balenata in testa proprio in questi giorni, ovvero spostare i miei documenti (ne ho fin dal 1999) su Google Docs. Non ci dovrebbero essere limiti di spazio, e questo mi consentirebbe di avere un backup senza dovermi preoccupare di tenere centinaia di mega occupati sull’hard-disk, inoltre in questo modo potrei avere sempre sottomano documenti particolari che mi potrebbero servire (avete mai fatto una fattura all’estero? O scritto un preventivo lavori?). Anche in questo caso Google (altro big player insieme a Facebook) in parte potrebbe ledere la privacy di chi utilizza questi servizi, ma tant’è che ormai, nella mia opinione, la privacy non esiste più del tutto (se volete che qualcosa rimanga privato non mettetelo su Internet), ed inoltre i vantaggi nell’utilizzo di questi servizi sono ormai più degli svantaggi. Proprio in quest’ottica, l’idea di Software as Service, Gmail e Gdoc ne sono un esempio, è ormai il futuro. Poca roba domani rimarrà sul nostro hard-disk, tutto sarà online, consentendoci di risparmiare molto tempo e soldi per l’archiviazione e per il computer (a questo punto basta un netbook). Non a caso il famoso gOS (il sistema operativo di Google) altro non è che un Linux con il browser Chrome come cardine del sistema stesso.

Segnalo, infine, due servizi, che io utilizzo e che mi piacciono molto (e in qualche modo rientrano in questo argomento). Il primo è Dropbox (http://www.dropbox.com/), un sistema di condivisione di documenti tra diversi pc (molto, molto comodo) e l’altro è Flavors.me (http://flavors.me/ciacchi), una specie di biglietto da visita multimediale (sempre collegato ai vari account e social tramite feed RSS).

Tagged : , , , ,

  • Scusa ma i GB di musica e film illegali dove li mettiamo? 😀
    Alla fine i Tera degli hard disk li dovremo pur riempire in qualche modo.
    Per le forze dell'ordine: era solo un pour parlè, non prendetemi alla lettera.

  • Giadascript

    Basta non andare in giro a dire che si utilizza la cocaina come cura alla depressione! 😀

    P.S. con questo sistema di commenti mi è passata la voglia di commentare…perché mi dovrei registrare?!

  • E' disqus… il sistema dei commenti “social” (molto figo su WordPress).

    Come va lì a Cascina? Next week vi passo a trovare! 🙂