Good Morning Better!!!

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Da un po’ di tempo pensavo di partecipare attivamente a meeting e seminari. Da sempre scrivo e traduco articoli tecnici ed è quindi un passo abbastanza naturale il provare a condividere con un pubblico le cose che ho imparato in questi anni. Per questo ho deciso di presentare un talk a Better Software (http://www.bettersoftware.it/call-paper/).

Il talk di cui ho presentato la proposta si chiama (il nome è ancora in beta) “Progettazione del Software contestualizzata”. Di cosa si tratta? Volendo essere sintetici, da una parte la buona formazione universitaria, dall’altra le mie molte esperienze lavorative, mi hanno fatto vedere che nella realtà italiana la progettazione del software vive secondo degli standard tutti propri.

Per fare un esempio Vodafone, per cui ho lavorato, è un’azienda molto strutturata e in cui vengono seguite con precisione le pratiche di ingegneria del software; tuttavia Vodafone ha un’impronta vecchio modello. Analogamente la mia attuale esperienza in una piccola compagnia mi ha fatto capire che i metodi agile, o anche banalmente un po’ di extreme programming e di refactoring permettono di essere flessibili quel tanto che basta per poter far fronte ai problemi. Tutto questo ovviamente premesso che, nella mia ottica, si DEVE fare analisi e progettazione del software, anche nelle piccole aziende.

E proprio nel voler analizzare diverse realta, per tipo di business o semplicemente per dimensione della stessa azienda, sono arrivato alla conclusione che la miglior soluzione sia un compromesso tra modelli di progettazione del software “vecchi” (es. il metodo waterfall e quello a spirale) consideranto tecnologie e metodi nuovi (es. lasciar perdere metriche ormai vecchie come i Function Point, che non tengono conto delle differenti interfacce di un software – per dire ad un’interfaccia Ajax, chiave di tanti progetti web,  vengono assegnati 0 FP).

Analogamente, e qui la mia riflessione si ferma per adesso, i ruoli si differenziano e si comprimono a seconda della dimensione dell’azienda. Sembra ovvio, ma non lo è. Basti pensare che lo stesso ruolo assume differenti “terminologie” proprio a seconda dell’azienda in cui uno si trova, questo perché in alcuni casi il ruolo stesso prevede maggiore specificità, in altri invece richiede di essere un pochino più multi-purpose.

Come vedete non ho ancora definito tutti i tasselli della mia presentazione, anzi sono ben disposto a ricevere suggerimenti e critiche, proprio per dare un contributo di qualità alle persone presenti al talk.

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